IL SEPOLCRO ARTISTICO

 EDIZIONE 2010

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Mostra d’Arte Contemporanea

 

a cura Antonio Zimarino

 

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installazione di Jörg Grünert dal titolo

 

RES EXTENSA

 

inaugurazione giovedi 1 aprile 2010 ore 18:00,
Chiesa di San Giovanni Battista di Penne (PE)

interventi

Antonio Di Vincenzo
LA PROCESSIONE DEL CRISTO MORTO DI PENNE NEL XVIII SECOLO
TRA VERA FEDE E FANATISMO


Serena Valentini
RECITAL DI UN TESTO POPOLARE SULLA PASSIONE DI GESÙ CRISTO

 

Chiesa di San Giovanni Battista di Penne
dal 1 al 18 aprile 2010
tutti i giorni dalle ore 16:00 alle 20:00

con i patrocini di

 

COMUNE DI PENNE
PROVINCIA DI PESCARA
Italia Nostra Sezione di Penne
Agenzia per la Promozione Culturale - Penne

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COMUNICATO STAMPA

Il Teatro Didattico contro la violenza alle donne e la discriminazione di genere in Libano.

Con la STORIA di RAHEL, spettacolo nato dal workshop di teatro didattico “Ifigenia, Glauce e le altre”, si sono concluse le attività del progetto di formazione per operatori socioculturali, per ridurre la discriminazione di genere e prevenire la violenza contro le donne tra le comunità libanesi e palestinesi promosse dalla Cooperazione Italiana Ufficio dell’Ambasciata Italiana in Libano.

Le attività sono state curate e condotte da Cam Lecce e Jörg Grünert dell’Associazione Deposito Dei Segni di Pescara, che da anni svolgono attività in Libano.

Il tema affrontato nella “Storia di Rahel” è stato quello della discriminazione di genere e di come essa viene tramessa e tramandata attraverso l’educazione, i vissuti, i modelli socio-educativi, i pregiudizi, gli stereotipi, i luoghi comuni, le cosidette barriere invisibili che generano i comportamenti discriminanti nella famiglia, scuola, comunità, società, etc.

 

Lo spettacolo è il risultato di una scrittura scenica collettiva, nata dalle improvvisazioni teatrali durante il processo di formazione ed elaborate in forma di sceneggiatura, così come il testo e i dialoghi, scritti direttamente dalle partecipanti, rispecchiano fortemente il lessico comunemente usato nei contesti quotidiani, attentamente analizzato.

In scena si susseguono diverse Rahel, Abou Said, Um Said, etc. (figlia, madre, padre, fratello, marito, suoceri, figli, etc.) per dare opportunità a ciascuna partecipante di vivere in prima persona le dinamiche relazionali e i comportamenti dei vari personaggi, e per applicare su ciascun personaggio, i caratteri e i temperamenti presenti nella storia, a verifica dei metodi e delle tecniche di analisi appresi per decodificare il sistema comunicativo e le sue dinamiche relazionali e per comprendere il linguaggio non verbale insito in essi.

 

Sulla scena 13 donne palestinesi e libanesi, attrici sociali, provenienti da Beirut, Tripoli, Baalback, e dai campi profughi palestinesi di Mar Elias, Beddawi, Naher El Bared, Ein El Helwi, Borj El Shemli, a rappresentanza dell’intero territorio libanese.

 

Lo spettacolo ha debuttato il 26 novembre scorso presso il Babel Theatre, Hamra, Beirut, zona multiculturale e artistica della città. È stato replicato presso l’Auditorium di Safadi Foundation a Tripoli il 1 dicembre e presso  El Buss Camp-Centro Culturale Palestinese a Tiro il 2 dicembre. Ha concluso l’evento finale della campagna internazionale “16 Days Of Activism To End Violence Against Women”, presso UNESCO Palace a Beirut il 16 dicembre promosso dal Centro libanese Antiviolenza Kafa in collaborazione con il Forum delle Donne Palestinesi in Libano, per ricordare anche il 30esimo anniversario della nascita del Cedaw (*) e a sostegno della campagna di promozione della Legge Contro la Violenza Domestica in Libano.

 

Per affrontare nello specifico i temi che richiedevano l’ambito della discriminazione di genere e la violenza contro le donne Cam Lecce e Jörg Grünert si sono avvalsi della collaborazione e della competenza del Centro Antiviolenza Ananke di Pescara, la cui presidente la sociologa Roberta Pellegrino ha fornito i temi del focusgroup per rilevamento dell’analisi dei bisogni e di contesto. Sostenuti nella collaborazione in Libano dalla sociologa Mona Abboud che ha curato il Monitoraggio finale delle attività svolte.

 

Il progetto promosso dalla Cooperazione Italiana Ufficio dell’Ambasciata Italiana in Libano ha ricevuto il Patrocinio del Ministero della Cultura Libanese.

In Italia il progetto è stato sostenuto da: Comune di Pescara, Provincia di Pescara, Comune di Spoltore, Regione Abruzzo, Consigliera di Parità della Provincia di Pescara, Centro Antiviolenza Ananke di Pescara, Aiccre Abruzzo (Sezione Italiana del Consiglio e dei Comuni e delle Regioni d’Europa), Facoltà di Scienze Sociali Università “G. D’Annunzio” Chieti-Pescara, Dipartimento Comunicazione e Spettacolo Università Roma Tre.

 

 

 

(*) Il CEDAW è la Convenzione per l’Eliminazione di Tutte le Forme di Discriminazione contro le Donne - sancita il 18 dicembre del 1979, da parte dell’Assemblea Generale ONU.

 

Ufficio stampa Deposito dei Segni – 348 7426429 - depositodeisegni@gmail.com

 

 

 

 

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Ciao a tutti, allego locandina della serata organizzata per raccogliere fondi per Gaza
saluti, cam - deposito dei segni

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“GAZA MUORE – SOS GAZA”

 

 

 

Al Wake Up! di Pescara il 4 febbraio

raccolta fondi per la popolazione di Gaza

 

L’associazione culturale Deposito dei Segni, Intercity Magazine e Wake Up in collaborazione con Mente Locale, Movimentazioni, Aiutiamoli a vivere, Dema, Kabala Service e Mamao Design. Mate , I Cerchi delle Fate di Matera, propongono per mercoledì 4 febbraio una serata di raccolta fondi per la popolazione di Gaza.

L’evento, alla cui realizzazione lo staff del locale, i musicisti e i performer hanno aderito a titolo assolutamente gratuito, avrà inizio alle 20,30 con un buffet di cibo palestinese a cura di Nasser, Agnese, Saer e volontari, e proseguirà alternando momenti musicali e reading a tema. Si esibiranno sul palco i DisCanto, Michelangelo Del Conte, Jorge Ro, Giulio Corda, il Rogerio Celestino Trio, i Maga Dog, Regatta De Blanc, Mr Fresh, Run KKK; e si occuperanno delle performance e dei reading Cam Lecce, Jörg Grünert, Icks Borea, Susanna Costaglione, Giovanni Di Iacovo, Flavia Valoppi e Teatro Immediato. Tramite la proiezioni in loop di diapositive, verranno inoltre raccontati gli accadimenti storici che hanno preceduto e seguito la risoluzione 181 dell’Onu del 1948: fatti storici che possono aiutare la comprensione odierna della complessa situazione palestinese-israeliana.

«I continui bombardamenti dall’aria, terra e mare da parte dell’esercito israeliano sulla Striscia di Gaza hanno causato distruzioni e morti indicibili. La Striscia di Gaza copre una superficie di 360 km quadrati in cui vivevano, fino al 27 dicembre, circa 1.500.000 abitanti. Dopo 22 giorni di bombardamenti c’è una straziante emergenza umanitaria, con cui la popolazione sfollata deve fare i conti per cercare di sopravvivere in condizioni igienico-sanitarie proibitive, mancanza di cibo e medicinali. Bambini, donne, anziani traumatizzati senza più una casa». I fondi raccolti il 4 febbraio saranno devoluti all’associazione “GAZZELLA ONLUS”, che si occupa di assistenza, cura e riabilitazione dei bambini palestinesi feriti da armi da guerra essenzialmente nel territorio di Gaza. Garante dell’associazione nel territorio di Gaza è la “Palestinian Medical Relief Society”, l’organizzazione di medici volontari che negli ultimi trent’anni si è occupata della sanità pubblica sotto l’occupazione militare. Nei suoi otto anni di attività “GAZZELLA ONLUS” (www.gazzella-onlus.com)ha assicurato cura, assistenza e sostegno economico a oltre 1500 bambini feriti. A questo proposito, la serata sarà preceduta da un incontro aperto alla cittadinanza (ore 17.00, Caffé Letterario di via delle Caserme) in cui Alessandro Isopi, laureato in lingue orientali e volontario di “Gazzella Onlus”, di recente ritorno dalla Palestina, porterà la sua testimonianza sulle attività della sua associazione.

 

 

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Siamo stremati dall’impotenza a cui soggiacciamo inermi,
poiché le nostre voci ben poco valgono al cospetto dei potenti del mondo,
inviamo un appello non per sovrapporci,
ma per rimarcare comunque lo sdegno e la totale contrarietà
a questa strage che si sta perpetuando della popolazione civile di Gaza.
FERMIAMO LA STRAGE DELLA POPOLAZIONE DI GAZA!!!

 

APPELLO!

Alle popolazioni civili e le sue organizzazioni, alle autorità locali, nazionali e internazionali:

IN NOME DEL DIRITTO INTERNAZIONALE:


FERMIAMO LO STATO D’ISRAELE!

Ciò che sta accadendo a Gaza non è una guerra, perché per definizione servono due stati belligeranti per una guerra! Ciò che sta accadendo a Gaza è un massacro!

Come artisti, operatori socio-culturali, di cooperazione internazionale, di scambi interculturali, di percorsi nuovi della formazione, imploriamo che la brutale aggressione da parte dello stato di Israele contro la popolazione di Gaza, l’oppressione della popolazione dei territori occupati venga fermata con ogni mezzo dalle autorità competenti immediatamente!
CHIEDIAMO ALLE POPOLAZIONI CIVILI DEL MONDO
E ALLE LORO ORGANIZZAZIONI
DI PREMERE SULLE AUTORITÀ COMPETENTI

FINCHÉ CESSI IL FUOCO IMMEDIATAMENTE!

Il precedente assedio di Gaza e l’attuale aggressione contro la popolazione di Gaza confermano, purtroppo, la brutale volontà di politica coloniale e di terrorismo di stato da parte dello stato di Israele, che si sta reiterando da quasi un secolo come movimento sionista e poi come stato. Questo è in tutti i sensi inaccettabile, ripugnante e da fermare immediatamente. Tutto ciò costituisce senz’altro un crimine contro l’umanità.

Denunciamo l’insostenibile situazione di oppressione continua della popolazione palestinese, le perdite umane e le loro sofferenze, i bombardamenti dall’aria, terra e mare - con uso anche di munizionamento DU e di armi proibite da parte dello stato di Israele - che stanno pregiudicando il futuro della popolazione palestinese e della intera regione, incluso le popolazioni presenti sul suolo dell’attuale stato di Israele.

Denunciamo con decisione che la popolazione civile di Gaza viene massacrata anche per le lacune della Comunità Internazionale nei confronti dello stato di Israele, che tenta di annientare da decenni l’esistenza del popolo palestinese come entità ideale e fisica.

Ricordiamo alla Comunità Europea e alle Autorità della Comunità Internazionale la loro responsabilità storica e attuale verso i circa 5 milioni di rifugiati palestinesi nel mondo e lo status irrisolto della Palestina storica. La popolazione palestinese è da decenni militarmente, economicamente, socialmente, fisicamente e psicologicamente oppressa, incarcerata, torturata e assassinata e il perpetuarsi di questa situazione nega ogni buon senso umano.

Riteniamo pretestuoso e guerrafondaio ogni giustificazione dell’aggressione dello stato di Israele contro la popolazione di Gaza.

Riteniamo nel contesto politico-storico lo stato israeliano responsabile anche delle perdite umane e della disumanizzazione della stessa società civile israeliana.

Riteniamo l’attuale situazione di occupazioni e aggressioni nel Medio-Oriente particolarmente pericolosa perché incita aggressioni, guerre, conflitti e terrorismi nel mondo.

L’attuale situazione mette a repentaglio ogni lavoro e risorsa impegnati in percorsi di cooperazione, sviluppo e di pace e mette a rischio il futuro della società civile mondiale.

Cam Lecce, Joerg Gruenert del DEPOSITO DEI SEGNI – associazione culturale delle arti, della pedagogia teatrale e didattica artistica, e cooperazione internazionale. Pescara - Italia

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Deposito dei Segni presenta…

LA LINEA DI PACE:

 

Sabra e Shatila Oltre l’ultimo Cielo

 

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edizione 2008


60° anniversario della Nackba

 

 

La quinta edizione  del progetto interculturale internazionale  “LA LINEA DI PACE: Sabra e Shatila Oltre l’Ultimo Cielo”, attività didattiche e formative, sui  diritti umani,  sulla pace e sulla questione dei profughi palestinesi in Libano e sulla questione Palestinese-Israeliana, ha come tema centrale la salvaguardia dei diritti umani, nel 60° anniversario della Nackba e della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

 

Nelle scuole superiori delle Province di Pescara e Teramo e presso il Dottorato in “Epistemologia dell’informatica e mutamenti sociali”, Dipartimento di Scienze della Comunicazione dell’Università degli Studi di Teramo, durante tra dicembre e gennaio è in proiezione il film-documentario “FRONTIERS OF DREAMS AND FEARS”, di Mai Masri.


Sinossi: Il film segue due giovani ragazze palestinesi nel corso di alcuni mesi della loro vita: Mona dal campo profughi di Shatila a Beirut, Libano e Manar, dal campo di Dheisha a Betlemme, Palestina. Vivendo in due campi diversi – l’uno segnato dalle condizioni di estrema marginalizzazione, l’altro dall’oppressione economica e militare israeliana – le due ragazze cercano di comunicare l’una con l’altra a dispetto delle barriere che le separano. Il film descrive la loro vita e i loro sogni, attraverso le loro relazioni condotte via e-mail e culminate nel loro drammatico incontro sul confine libano-israeliano. Il film, girato nell’intervallo di tempo tra la liberazione del Sud del Libano dalla truppe israeliane e l’inizio della nuova intifada, accompagna le due ragazze nel loro straordinario viaggio ai confini dell’esilio che le separa dalla loro terra e l’una dall’altra.


Il film ha vinto: il Primo Premio della Giuria – sez. Documentari, nel 9° Festival Internazionale Cinema delle Donne di Torino, 2002;Premio Excellence al Global Environmental Film Festival di Tokyo; Primo Premio al Festival Internazionale di Ismailia; Premio Speciale della Giuria al Beirut International Film Festival; Migliore film arabo per l’Associazione dei Critici Cinematografici Egiziani; Migliore documentario per l’Associazione dei Documentaristi Egiziani; 2001.
MAI MASRI, regista, figlia di un palestinese di Nablus e di un’americana del Texas, porta addosso da sempre questo suo duplice senso di identità e di straniamento. La sua famiglia era a Beirut quando nel 1967 l’esercito israeliano occupò Gaza e West Bank, e, a lei come ad altre migliaia di palestinesi fu impedito di tornare in Palestina. Laureatasi alla San Francisco University, dirige e produce film. Con il regista Jean Chamoun ha fondato le case di produzione MTC e Nour Productions.

Il programma propone un duplice appuntamento tra le città di Teramo e Chieti nella giornata del 15 dicembre:

- Incontri all’università:
lunedì 15 dicembre ore 9,00/13,00 

TERAMO: Sala Conferenza Università degli Studi  Coste S. Agostino - Colle Parco


- proiezione del film documentario: “PROMISES” regia Justine Arlin; Carlos Bolado;  B. Z. Goldberg.
- Incontro-dibattito con DON NANDINO CAPOVILLA e  ELISABETTA TUSSET di Pax Cristi


Sinossi di Promises:  Sette bambini, sette vite diverse a Gerusalemme tra il 1995 ed il 1998. Storie drammatiche, emozionanti, raccontate senza alcun timore: il ritratto di una generazione che testimonia quanto sia diventato profondo il problema medio-orientale. Pur abitando a poche decine di chilometri l’uno dall’altro, i bambini di Promesse appartengono a mondi completamente diversi, e la loro visione del mondo è quella che gli adulti e le circostanze in cui vivono hanno mostrato loro.

- Incontri con la cittadinanza
lunedì 15 dicembre ore: 17;30   

CHIETI - Mate Infoshop, Via Spaventa, 24
“60° anniversario della Nackba: testimonianze, racconti e documenti”:

incontro con DON NANDINO CAPOVILLA ed ELISABETTA TUSSET di Pax Cristi.  


DON NANDINO CAPOVILLA, parroco nell’isola di Murano, referente nazionale della campagna “Ponti non Muri”, promossa da Pax Cristi International. È responsabile delle azioni in Israele e Palestina per Pax Christi Italia.  ELISABETTA TUSSET, laureata in lettere moderne e autrice del romanzo breve “ Chiuditi, cerchio” (Napoli 2002) Don Nandino e Elisabetta Tusset sono autori del libro “Aquiloni preventivi (Napoli 2003). Hanno pubblicato insieme per le Edizioni Paoline i libri: “Nei sandali degli Ultimi”, “ In terra Santa con Etty Hillesum”, 2005, e “Bocche Scucite”, 2007. Don Nandino, inoltre, ha curato il libro “ Voce che grida dal deserto” di Mons. Michel Sabbah (2008)

LA LINEA DI PACE è promossa dalle Province di Pescara e Teramo e dai Comuni di Pescara e Spoltore. È patrocinata dalle Presidenze della Giunta e del Consiglio Regionali, dall’Università degli Studi di Teramo (Facoltà di Scienze Politiche), dall’Università “Gabriele d’Annunzio” Pescara-Chieti (Facoltà di Scienze Sociali e Facoltà di Lingue e Letterature Straniere), dai Comuni di Nereto e Giulianova, da Aiccre Abruzzo, dalla CGIL Regionale, dalle Camere del Lavoro Territoriale di Pescara e Teramo, da Mate Infoshop Chieti. Il progetto e l’organizzazione sono a cura dell’associazione culturale Deposito Dei Segni.  

 

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angelosenzafortuna

 

Jörg Cristoph Grünert:

“Vie dell’esilio” all’ex Auru, Pescara

 

L’Abruzzo come terra elettiva e di ispirazione estetica: è l’approdo scelto dallo scultore, performer e drammaturgo tedesco Jörg Cristoph Grünert, per raccontare il proprio percorso artistico. L’ass.cult. Deposito dei Segni inaugurerà sabato 29 novembre alle 18,00 la mostra “Vie dell’esilio” al piano terra dell’Ala Nord dell’ex Aurum: la mostra curata dal critico d’arte Rolando Alfonso sarà visitabile ad ingresso gratuito fino al 15 gennaio 2009 (dal martedì al sabato orario 9.30-13.30, 15.30-19.30, la domenica dalle 15.30 alle 19.30).

«Del cammino espressivo intrapreso da Jörg Grünert all’interno della sfera estetica – spiega Rolando Alfonso – ciò che maggiormente ci colpisce non è tanto la severità della ricerca formale, che come tale affronta e risolve sciogliendo, come gran parte degli artisti della seconda metà del Novecento, i nodi teorici che la contemporaneità ha disposto contro la definitiva sentenza hegeliana della morte dell’arte, quanto l’empatia, ben strutturata, tra ogni atto espressivo e la sua verifica sul piano propriamente esistenziale, umano. Nelle sue opere il vasto e tormentato mondo della cultura artistica tedesca s’impone ancora. Gli interrogativi che dal dopoguerra l’hanno animata si ripresentano a Jörg Grunert nella loro perentorietà, ma le certezze epistemiche dei territori del segno e della comunicazione, intese sempre come risolutive sul piano del significato e residui di una catarsi espressiva della sua cultura d’origine, sfumano a contatto con la cultura del sud europeo e mediterraneo. Una forte volontà di accostare e rappresentare la dimensione tragica dell’uomo contemporaneo è ciò che lo anima. Le sue opere sono delle quaestio sul senso del dolore ma in esse s’intravede anche la traccia mai disattesa di una ricerca di giustizia che possa lenirlo. Non è sbagliato usare il termine di armonia del dolore».

La mostra antologica presenta oltre sessanta opere tra installazioni, sculture e pitture eseguite con materiali e tecniche differenti ed è accompagnata dal catalogo con testi critici di Antonio Picariello e Rolando Alfonso e foto di Gino Di Paolo. “Vie dell’esilio” è patrocinata dalla Presidenza del Consiglio Regionale e dagli assessorati alla cultura della Provincia e del Comune di Pescara.

Addetta stampa Deposito Dei Segni - Cristina Mosca -

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Mate Infoshop - Libreria Interno 4 Chieti

Via Spaventa, 24 - 66100 Chieti - ITALY

Martedì 28 Ottobre 2008 ore 18,00

Viaggiare nel Paese dei Cedri:

testimonianze, racconti e documenti dai campi profughi palestinesi

Un incontro-racconto a cura di Deposito Dei Segni e Associazione Mate.

Sessanta anni fa centinaia di migliaia di civili palestinesi sono fuggiti dal conflitto arabo-israeliano per diventare profughi senza casa e diritti. In Libano, paese spesso definito la “Svizzera del Medio Oriente”, vivono oltre 400.000 di loro. Periodicamente vittime di pulizia etnica, ghettizzati in dodici campi profughi, quelli ufficiali, sostenuti solo dai pochi aiuti della comunità internazionale, aspettano di vedere riconosciuto il loro diritto a tornare a casa, come recita la risoluzione dell’Onu 194.

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