Beirut dopo le giornate del campus internazionale “Janana Summer Encounter”:

Nebbia di umido e appiccicaticcio estivo in un clima funestato da Pollution. Le contraddizioni del contemporaneo che segnano il passo: case ovunque, nuove, vecchie, ricamate dai bossoli delle munizioni, incoronate dal cemento, evocate dai buchi nei siti che rimarcano la loro assenza, aggrappate come ragni sulle colline, e i claxon dei taxi, in tutti gli angoli delle strade; multimedialità radiosa, vita notturna, i book-café, gli eldoradi dello shopping, una tentazione continua di vita corrente e occidentale; moltitudini che si sfiorano in un camminare fluente e distratto, il livello di sporcizia indica in quale quartiere stai transitando; plastica, sorrisi, veli, piercing, tatuaggi, donne alla moda, altre con lo hijab (il velo intorno alla testa), rare quelle con il niqab o chador, bambini che dormono in piedi e si trascinano mentre ti chiedono di comprare i loro dolci, uomini atavici, troppo lenti per il correre dei tempi, e tanto smog. La spartizione della città secondo le credenze religiose (così vogliono che si percepisca), in realtà divisa secondo patteggiamenti di giochi di potere.
Tra tutto questo: miseri, intricati, sporchi, abbandonati, i campi dei profughi palestinesi, abitati da esuli giunti alla loro sesta generazione di senza patria, profughi con il primato di esuli al mondo. …

Siamo di ritorno dal Forum Internazionale di scambi e pratiche artistiche Janana Summer Encounter, organizzato e promosso dal centro Al Jana/Arcpa di Beirut che promuove l’arte e la bellezza come strumenti per diffondere una cultura di pace e diritti umani. Il meeting aveva come focus Active Memory & Building on people’s empowering experience (Memoria attiva e costruzione sull’esperienza formativa delle persone), per contribuire al tema proposto abbiamo ideato e condotto il workshop The Living Book: come creare e drammatizzare una fiaba. Obiettivo didattico del workshop era un percorso formativo che prevedeva l’invenzione una fiaba seguendo uno schema predefinito, l’elaborazione di una narrazione anche attraverso la scrittura, il disegno, la pittura, e la drammatizzazione della storia utilizzando i linguaggi del corpo. Tra le finalità del progetto obiettivi erano: far acquisire ai giovani operatori strumenti, metodologie e tecniche creative per sviluppare e/o potenziare nei bambini e negli adolescenti l’intelligenza emotiva e per stimolare, attraverso la promozione del benessere della persona, immaginazione, fantasia e identità personale. Quest’anno il nostro staff era composto oltre che da Cam Lecce e Joerg Gruenert, dagli attori Fabrizio De Fabritiis, Edvige Ungano, la fotografa Sandra Mazzoni e, in veste di osservatrice, Anna Del Sole del Settore Politiche del lavoro e formazione della Provincia di Pescara.

 

Tutto il campus è stato monitorato dalla sociologa Mona Abboud.

 

Il meeting ha ospitato complessivamente circa 120 giovani provenienti dalle comunità libanesi e dai campi profughi palestinesi, operatori-facilitatori internazionali provenienti da: Francia, Sud Africa, Egitto, Giordania, Palestina, Stati Uniti, Libano, Inghilterra, oltre a noi del Deposito dei Segni, in rappresentanza dell’Abruzzo e dell’Italia. Sono intervenuti nelle serate del Janana Summer Encounter i musicisti Sami Hawat e Sahret Nar, il regista cinematografico Nizar Hasan e il grande virtuoso dello strumento a corde “oud” Mustapha Said».

 

Addetta stampa Deposito dei Segni
Cristina Mosca- tel 328/4131195
crimosca@gmail.com

 

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