Mahmud Darwish era nato ad al-Birwah, un villaggio presso la città di Ăkka, in Galilea, Palestina, nel 1941, ed è morto ieri 9 agosto 2008 a Houston, Texas (Usa) a seguito di un intervento chirurgico al cuore.

Il suo cuore batterà  imperituro per sostenere il volo degli uccelli oltre l’ultimo cielo.
La forza dei suoi versi resterà a memoria e sostegno di tutte le generazioni.
I suoi versi vessilli per la lotta di liberazione del popolo palestinese.
Cam e Jörg - deposito dei segni
***************************

La poesia e la narrativa palestinese sono una scrittura di impegno civile in cui i temi dell’amore, dell’esilio, della resistenza, della lotta all’oppressione, per il diritto alla vita, per la difesa della propria identità contro la persecuzione e la prigionia, si intrecciano a sentimenti e memoria, paesaggi interiori, di un presente minaccioso ancora esistente.

Alcune poesie di Mahmud Derwish:

Mia madre
Ho nostalgia del pane di mia madre
del caffè di mia madre
della carezza di mia madre
ho nostalgia.
Cresce l’infanzia in me
e m’innamoro della vita
chè dovessi morire avrei vergogna
del pianto di mia madre.
Prendimi,
dovessi ritornare,
potessi un giorno tornare,
scialle per la tua frangia,
copri le mie ossa con erba
fatta pura al tuo passo
Legami
con una ciocca di capelli
con un filo dell’orlo della veste
ché io diventi dio.
Divento dio se tocco
il tuo cuore.
Mettimi,
dovessi ritornare,
legna nel fuoco tuo
corda al terrazzo di casa.
No, non so stare senza
la preghiera del tuo giorno.
Sono invecchiato, rendimi le stelle dell’infanzia
fammi tornare
come tornano gli uccelli
al nido della tua attesa.
********************
Si tratta di un uomo
Incatenarono la sua bocca/ legarono le sue mani
alla roccia della morte/ e dissero : “ sei un assassino “.
Gli tolsero il cibo, gli abiti, le bandiere
lo gettarono nella cella dei morti / e dissero : “ sei un ladro “.
Lo rifiutarono in tutti i porti / portarono via la sua piccola amata
e dissero : “ sei un profugo “. / O tu, dagli occhi e le mani sanguinanti ! / la notte è effimera, / né la camera dell’arresto
né gli anelli delle catene /sono permanenti.
Nerone è morto, ma Roma no, /lotta persino con gli occhi !
e i chicchi di una spiga morente /riempiranno la valle di grano.

Straniero in una città lontana
Quando ero giovane e bello / la rosa era la mia dimora
e il mio mare erano le sorgenti.
Ma la rosa è diventata una ferita
e le sorgenti un’arsura.
Forse sei cambiato molto ?/ No, non sono cambiato molto
Quando torneremo come il vento
verso la nostra terra
guarda bene la mia fronte
vedrai le rose diventare palme
e le sorgenti diventare sudore.
Mi troverai come ero prima giovane e bello.
******************

ASSASSINATOÂ N.48
Nel suo petto trovarono
una lanterna di rose
e una luna.
Giaceva morto su una pietra
trovarono … monetine
nella sua tasca,
e sopra di lui una scatola di zolfanelli e un passaporto.
Sul morbido braccio, invece,
c’erano dei tatuaggi.
La madre l’aveva baciato,
l’aveva pianto un anno dopo l’altro.
Spini cervini gli crebbero negli occhi
e le tenebre si addensarono.
Anche il fratello, quando crebbe,
e andò per le vie della città
cercandosi un lavoro, lo buttarono in cella.
Lui non possedeva un passaporto,
ma portava per le strade
una cassa di marciume… ed altre casse …
O bambini del mio paese: /cosi morì la luna !

* * * * *
Innamorato dalla Palestina

I tuoi occhi sono una spina nel cuore
lacerano, ma li adoro.

Li proteggo dal vento
e li conficco nella notte e nel dolore
cosi la sua ferita illumina le stelle,
trasforma il presente in futuro
più caro della mia anima.

Dimentico qualche tempo dopo
quando i nostri occhi si incontrano
che una volta eravamo
insieme, dietro il cancello.

Le tue parole erano una canzone
che io tentavo di cantare ancora,
ma la tribolazione si era posata
sulle fiorenti labbra.

Le tue parole come la rondine
volarono via da casa mia
volarono anche la nostra porta
e la soglia autunnale
inseguendo te,
dove si dirigono le passioni ….

I nostri specchi si sono infranti
la tristezza ha compiuto 2000 anni,
abbiamo raccolto le schegge del suono
e abbiamo imparato a piangere la patria.

La pianteremo insieme,
nel petto di una chitarra;
la suoneremo sui tetti della diaspora
alla luna sfigurata ed ai sassi.

Ma ho dimenticato,
oh tu dalla voce sconosciuta !
Ho dimenticato,
è stata la tua partenza
ad arrugginire la chitarra,
o è stato il mio silenzio ?

Ti ho vista ieri al porto
viaggiatore senza provviste … senza famiglia.
Sono corso da te come un orfano
chiedendo alla saggezza degli antenati:
perché trascinare il giardino verde
in prigione, in esilio, verso il porto
se rimane, malgrado il viaggio,
l’odore del sale e dello struggimento,
sempre verde?

Ho scritto sulla mia agenda:
amo l’arancio e odio il porto,
ho aggiunto sulla mia agenda:
al porto mi fermai
la vita aveva occhi d’inverno,
avevamo le bucce dell’arancio
e dietro di me la sabbia era infinita!

Giuro, tesserò per te
un fazzoletto di ciglia
scolpirò poesie per i tuoi occhi
con parole più dolce del miele
scriverò “sei palestinese e lo rimarrai”

Palestinesi sono i tuoi occhi,
il tuo tatuaggio
Palestinesi sono il tuo nome,
i tuoi sogni
i tuoi pensieri e il tuo fazzoletto.
Palestinesi sono i tuoi piedi,
la tua forma
le tue parole e la tua voce.
Palestinese vivi, palestinese morirai.

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Il DEPOSITO DEI SEGNI
al JANANA SUMMER ENCOUNTER

Proseguono i progetti internazionali di cooperazione artistica tra l’associazione culturale Deposito Dei Segni e il Centro Al-Jana di Beirut. Dal 13 agosto all’1 settembre Cam Lecce e Jörg Grünert saranno nuovamente a Beirut per partecipare, in rappresentanza dell’Abruzzo, al Janana Summer Encounter, il meeting internazionale di formazione e aggiornamento di pratiche innovative nell’ambito dei linguaggi espressivi e artistici. Quest’anno gli artisti del Deposito Dei Segni proporranno il workshop intitolato “Il Libro vivente”. Con loro ci saranno anche due giovani attori dello staff, Fabrizio De Fabritiis ed Edvige Ungano, e la fotografa Sandra Mazzoni, «a testimonianza del fatto – spiegano Cam Lecce e Jörg Grünert – che si sta trasformando in realtà il desiderio di ospitare, in scambi di formazione, allievi palestinesi e libanesi in Italia e allievi italiani in Libano».
Il centro Al Jana opera nei campi profughi palestinesi e nelle zone emarginate e svantaggiate del Libano, occupandosi di aggiornare costantemente i suoi operatori locali grazie alla presenza continua di operatori internazionali, per supportare queste gravi situazioni sociali. Al Jana opera in network con molte Municipalità, organizzazioni e biblioteche, promuovendo attività di formazione nel campo del teatro, arte, musica, linguaggi multimediali, cinema, fotografia, letteratura, poesia e danza attraverso laboratori, rassegne, festival, incontri. Gli artisti del Deposito Dei Segni, collaboratori del centro già da diversi anni, nei loro workshop elaborano moduli attinenti alla pedagogia teatrale e didattica artistica che hanno come fulcro formativo la conoscenza delle potenzialità e delle capacità comunicative dei partecipanti. I workshop sviluppano percorsi in cui, attraverso l’esperienza teatrale ed espressiva, si possano trarre metodi e strategie relazionali capaci di saper promuovere la prevenzione del disagio esistenziale e sociale, la gestione del conflitto e sostenere orizzonti di sviluppo umano.

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Cari tutti,
a far data da oggi.
vi invitiamo a trascorrere con noi, parte della vs serata con la spettacolazione IL SOGNO DI PASIFAE.

a seguire le date in programma

ricordo che la data di domani, domenica 22 giugno 2008 sarà posticipata alle ore 22,30

pleace rcirculate widely

COMUNICATO STAMPA

L’ottava edizione del laboratorio teatrale intercomunale interprovinciale “Il Corpo e la Maschera” si conclude con la spettacolazione “Il SOGNO DI PASIFAE”, che sarà rappresentata in tutti i comuni che aderiscono al progetto.

Il laboratorio “Il Corpo e la Maschera” è nel contesto interprovinciale, sul versante adriatico, un vero e proprio gioiello volto alla cura e all’ascolto dei giovani.
Un laboratorio pensato e realizzato per la prevenzione del disagio giovanile.
Ogni anno propone 150 ore di formazione che indagano sul complesso sistema comunicativo e relazionale dei giovani, utilizzando le metafore del Mito e le improvvisazioni teatrali per indagare la condizione umana. I partecipanti hanno imparato a modellare la creta per scolpire volti di maschere realizzate con la tecnica della cartapesta a strati.

“Il SOGNO DI PASIFAE”, è nata come scrittura scenica originale a partire dall’analisi del testo del Minotauro di Dürrenmat, e verrà raccontato con il linguaggio del corpo e l’uso espressivo della maschera.

In scena: Fabrizio De Fabritiis, Edvige Ungaro, Andrea Liberatore, Sandra Mazzoni, Roberta D’Alfonso, Marianna Sebastiani, Corrado Di Sante, Matteo Daniele, Elisa Capozzo, Antonella Raimo, Elena Giuliani, Irida Gjergji, Eugenia Papa, Dario Pace, Stefano Adone, Dennis Palumbi, Jennifer Viola, Valeria Scelsi.

Calendario: ore 21,30

21 giugno Piazza Largo del Teatro - Pianella

ore 22,30, domenica 22 giugno - Rotonda Michetti - Francavilla Al Mare

24 giugno P.zza D’Albenzio - Spoltore
25 giugno P.zza dell’Incontro - Via Basento, (S. Donato) - Pescara
26 giugno P.zza Galli (Chiesa Madonna della Neve) - Montesilvano Colle
27 giugno P.zza Umberto I - Miglianico

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Deposito Dei Segni e Ass. Palestinese “Wael Zuaiter”,

in collaborazione

con Movimentazioni, Libreria Primo Moroni, Comune di Pescara
presentano il film

Jerusalem The East Side Story

di Mohammad Alatar, sarà presente l’autore

lunedi 16 giugno 2008 ore 18,00
Sala Convegni Museo d’Arte Contemporanea “Vittoria Colonna”
Lungomare Matteotti 131, Pescara

Breve sinossi:
“Jerusalem… the East Side Story”

“L’aria sopra Gerusalemme è piena di preghiere e sogni
Come l’aria delle città industrializzate
Difficile da respirare
Di tanto in tanto una nuova consegna della storia arriva”- Yehuda Amichai

L’ultima consegna della storia è l’occupazione israeliana. Nel 1948 la parte Ovest di Gerusalemme cade sotto il controllo israeliano; nel 1967 anche la parte Est viene occupata dalle forze israeliane. Da allora Israele persegue una politica di giudaizzazione della città allo scopo di raggiungere una “superiorità demografica ebraica”. Parte di questa politica sono i tentativi di allontanamento dei Musulmani e dei Cristiani dalla città negandone la presenza, la loro storia e il loro legame con la terra. …
Il documentario vi guiderà in un viaggio di scoperta delle politiche israeliane per la conquista della superiorità demografica e dell’egemonia sulla città ed i suoi abitanti arrivando ad analizzare prospettive per il futuro: Gerusalemme è la chiave della pace, senza Gerusalemme non c’è pace per nessuno.
Il film include interviste a leaders, attivisti per i diritti umani e analisti politici palestinesi ed israeliani.
Palestina -2007 – 57 minuti –

Mohammad Alatar regista e pacifista fondatore di “Palestinians for Peace and Democracy” Alatar was nominated for the Martin Luther King Jr Award for Humanity in 2002, for his work campaigning for human rights. His films include The Iron Wall (2006) and Jerusalem: the East Side Story (2007).

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UNIONE DEMOCRATICA ARABO-PALESTINESE

ARTISTI PER LA PALESTINA

16 - 22 GIUGNO 2008

SALA DEL PLENIPOTENZIARIO, Piazza Sordello - Mantova
INAUGURAZIONE: lunedç 16 giugno ore 21,00

ESPONGONO: Paola Bonomelli, Filippo Borella, Anna Brugiolo,
Claudia Canavesi, Cristina Cerchi, Roberto Ciroli, Nicola
Fantoni, Nadia Galbiati, Marcello Gobbi, Jorg Grunert,
Francesco Levi, Monica Macchi, Barbara Martini
ALLESTIMENTO: Enrica Duna
PROGETTO GRAFICO: Silvana Damiani (catalogo), Ivan
Scellato  (cartolina)
DOMENICA 22 GIUGNO ORE 21: Concerto cantanti del Teatro
alla Scala di Milano
ORARIO DELLA MOSTRA: tutti i giorni,
dalle ore 15.30 alle ore 19.30

autore: Jorg Grunert
titolo: I’m a child, the shadow, palestinian
data: 2008
tecnica: multiple, stampa digitale da originale in xilografia
misura: 70×100 cm

L’opera prevede un piccolo allestimento.

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MOSTRA DI SOLIDARIETA’ CON LA PALESTINA

L’ass. Amici della Mezza Luna Rossa Palestinese

l’ass. Stelle cadenti-Artisti per la pace,

hanno organizzato la mostra di arte contemporanea

UNA MANO AI DIRITTI UMANI

quaranta artisti hanno donato una loro opera per finanziare l’adozione a distanza di bambini palestinesi orfani o feriti.

La mostra sarà inaugurata Giovedì 29 maggio alle ore 18
nei locali di Carta, sala Pintor, in via Scalo di S. Lorenzo 67, Roma

La mostra è visitabile da giovedì 29 maggio a giovedì 5 giugno, c.a.
nei seguenti orari: mattino: dalle 11 alle 13, pomeriggio: dalle 16 alle 18

Jörg Grünert dell’associazione Deposito Dei Segni ha donato l’opera:
“I’m a child, the shadow, palestinian”
tecnica: stampa digitale da originale in xilografia
misura: 70×100 cm
data: 2008

 

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Cari,
un appello a sostenere con l’8 x 1000 GAZZELLA onlus
GAZZELLA ONLUS - C.F. 97256870581.

Gazzella onlus sostiene il MEDICAL RELIEF di GAZA:
*Medical Relief e’ in Palestina tra le principali organizzazioni non governative che offrono servizi sanitari, e nel 2007 ha raggiunto circa un milione e mezzo di palestinesi in quasi cinquecento città e villaggi. Tutto questo e’ stato ottenuto attraverso un’ampia rete di infrastrutture e risorse umane costruita a Gerusalemme, nella West Bank e nella Striscia di Gaza nel corso di 29 anni di attività.
A Gaza, Medical Relief gestisce quattro centri per servizi primari, due ambulanze e due cliniche mobili, oltre che un ampio programma di sostegno a persone con handicap, in particolare bambini. Si occupa inoltre di programmi individuali per pazienti in speciale stato di necessità, e ha un centro di fisioterapia.
Davanti al completo blocco di Gaza attuato da Israele a partire dal gennaio 2008, il Medical Relief ha avviato programmi di emergenza per il sostegno alla popolazione di Gaza.
*******************************************************************
Sul finire di febbraio 2008 un attacco aereo israeliano, diretto contro la sede del Ministero dell’Interno a Gaza, ha distrutto anche la vicina sede del Medical Relief, assassinando anche un neonato di cinque mesi in un edificio residenziale dell’area.
La sede di Medical Relief ospitava la principale clinica e farmacia della Striscia di Gaza, un’ambulanza, un centro di sostegno per persone con handicap e gli uffici amministrativi. L’ambulanza, tutte le medicine e buona parte delle attrezzature sono andate distrutte. Lo stesso edificio e’ seriamente danneggiato e non potrà essere nuovamente utilizzato senza costosi interventi di consolidamento e recupero.

http://www.gazzella-onlus.com/

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Report
dal 25 aprile al 1 maggio 2008 si è svolto in Libano
Janana Mobile Spring Festival Itinerante di Primavera
Janana Mobile Spring Festival Itinerante di Primavera, conclude le attività di promozione alla lettura e alla scolarizzazione che Arcpa/Al Jana in collaborazione con Child Friendly Libraries organizzano su tutto il territorio libanese, coinvolgendo 57 Ong in network, con la cooperazione di biblioteche, associazioni, organizzazioni civili, scuole e municipalità libanesi.

Il Festival si svolge durante le vacanze da scuola della Pasqua ortodossa, offre appuntamenti e avvenimenti di vario genere e si annuncia nei luoghi con un imbonitore speciale: “un autobus” da cui, come le carovane dei commedianti dell’arte, scende una chiassosa quanto allegra compagnia che dispensa arte, clownerie, teatro di strada e divertimento.

Noi, Cam Lecce e Jörg Grünert del Deposito Dei Segni, siamo stati invitati a partecipare al festival, sia come formatori e sia come artisti.
Nella settimana precedente al festival abbiamo condotto un laboratorio di pedagogia teatrale e didattica artistica a cui hanno partecipato giovani dei campi profughi palestinesi e giovani libanesi provenienti da tutta la regione, da cui è nata la spettacolazione di teatro di strada “La Figlia del Re” presentata nel festival.
Caratteristica del Festival è quella di vedere in scena non solo gli artisti, ma anche i giovani delle comunità locali che si stanno professionalizzando nelle arti espressive.
Il programma prevedeva
- l’esibizione dei clown e acrobati svedesi-palestinesi del Circuna;
- la presenza di musicisti libanesi e palestinesi Tarek Rachacha, Ashraf Shoul;,
- la spettacolazione di teatro di strada “La Figlia del Re”, a cura di Cam Lecce e Jörg Grünert,
- la presenza del poeta Edvino Ugolini della rete Artisti contro la guerra;
- la grande parata finale.
Il festival itinerante da nord a sud da est ad ovest ha coinvolto centinaia e centinaia di bambini, ragazzi, giovani, adulti e vecchi, si è svolto presso:
- Sanaye’ Garden a Beirut,
- Campo profughi di Al Jaleed a Baa’lbeck ,
- Al Mina Garden a Tripoli,
- Public Park a Tiro,
- Bab Al Saray a Sidone,
- Ras El Ein Garden di Baa’lbeck.

Cam Lecce e Jörg Grünert

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Prosegue la nostra cooperazione artistica con il Centro ARCPA/AL-JANA di Beirut.

Da domani 18 aprile fino al 4 maggio, saremo in Libano per partecipare nuovamente al Janana Spring Festival, manifestazione itinerante, organizzata dal Centro ARCPA/AL-JANA in collaborazione con il Children - Friendly Library Networks, una rete che coinvolge 57 biblioteche, manifestazione rivolta soprattutto alle comunità dei profughi palestinesi presenti sul territorio libanese.

«Il Janana Spring Festival è pensato come avvenimento fortemente ludico si annuncia nei campi attraverso un imbonitore speciale: un autobus da cui, come le carovane dei commedianti dell’arte, scende una chiassosa e allegra compagnia che dispensa arte, clownerie, teatro di strada e divertimento, portando in parata colori e scompiglio nei campi, travolgendo per alcune ore la miseria di questi luoghi molto poveri».

Il Festival è preceduto da diverse attività e coinvolge centinaia di bambini e giovani delle comunità, che presentano lavori creativi preparati appositamente dalle Ong locali, già impegnate a promuovere, nelle singole biblioteche, letture espressive, narrazioni orali, proiezioni di film, giochi all’aperto, giochi di espressione corporea, drammatizzazioni di storie, percorsi didattico educativi di pittura e artigianato.

Durante la settimana precedente il Festival svolgeremo il workshop intitolato “Se l’altro fossi io”, un laboratorio di formazione in cui, sviluppando percorsi teatrali e proponendo interazioni, i partecipanti apprenderanno metodi e strategie relazionali capaci di promuovere la gestione del conflitto e sostenere l’ascolto attivo. Il workshop è rivolto agli operatori locali che operano nei campi profughi e nelle aree svantaggiate ed emarginate del Libano. Durante le giornate del Festival, invece, interverremo con azioni di teatro di strada».

saluti Cam Lecce e Jörg Grünert - deposito Dei Segni

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